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Posted by admin
Dated: 1st aprile 2014
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I fratelli

“La dimensione relazionale della persona con disabilità  non ha la staticità del dipinto, ma la mobilità del caleidoscopio: sta quindi a chi interviene con lei cogliere momento per momento le mutevoli configurazioni e reagire a esse con la consapevolezza di essere lui stesso un pezzetto di vetro colorato dentro il caleidoscopio”.

Nessun figlio può scegliere da quale genitore nascere come nessun genitore può scegliere il proprio figlio. Chi non ha mai desiderato cambiare i genitori o i figli ma poi visti quelli degli altri ha ritenuto di essere fortunato ad avere quelli che si ritrova?

Cosa accade in una famiglia quando arriva un figlio con disabilità? La famiglia si è costruita un suo tessuto affettivo: in quale modo gli altri membri della stessa generazione, sperimentano la convivenza con un soggetto che, sotto molti aspetti, non è un pari?

Le difese dal dolore e dallo stress che vengono attivate di fronte alla malattia e all’invalidità sono più connesse all’organizzazione difensiva di ciascun membro, piuttosto che all’evento traumatico in se stesso. La malattia che si evidenzia in un figlio è un evento stressante altamente specifico.  La vita famigliare va ripensata e ricalibrata con un ruolo diverso nell’equilibrio dei rapporti.

Quando il nucleo famigliare comprende altri figli, il gioco relazionale si complica con effetti che possono essere sia positivi che negativi. Se la compromissione del figlio disabile è seria, inevitabilmente ai fratelli viene fatto carico di funzioni genitoriali sostitutive; essi possono essere degli interlocutori gratificanti dei genitori, dando loro una diversa visione del futuro; se maggiori del fratello compromesso, possono essere di appoggio e di aiuto nel crescerlo. I fratelli sani cresciuti in una famiglia normale, stimolano il fratello con disabilità, distolgono l’attenzione  dai suoi problemi imponendo le proprie, più gratificanti, esigenze di crescita; dando soddisfazioni ripagano gli sforzi educativi dei genitori e cercano di compensarli  delle delusioni che ricevono dal fratello compromesso Portare la responsabilità di un figlio compromesso, già pesante per un adulto, sugli altri figli in crescita può essere sentita da questi ultimi una zavorra che pesa sul cuore. In ogni caso pesa su di loro la consapevolezza di dover subentrare ai genitori nei compiti di assistenza quando questi per l’età, per malattia o per morte non potessero più farvi fronte. Questo è un dato di fatto che non può essere cancellato. La sua influenza è un fatto così potente che coloro i quali reagiscono a essa con il rifiuto o la ribellione spesso si trascinano per tutta la vita un grande senso di colpa.

L’iperprotettività dei genitori nei confronti del fratello disabile, viene assunta come norma per cui si sentono in dovere di provvedere al fratello in modo da inibire ogni suo sforzo di crescita. I fratelli reagiscono d’istinto: proteggono il fratello debole  in proporzione alla sua effettiva incapacità.

Per contro, certi atteggiamenti di rifiuto e di emarginazione del fratello disabile, autorizzano i fratelli a disinteressarsi di lui, e spesso lo allontanano dallo scambio con loro.

Agli occhi dei genitori, il figlio compromesso è “non autonomo”: il suo effettivo bisogno di aiuto in alcuni settori si allarga spesso a macchia d’olio, così che il più delle volte viene considerato in tutto e per tutto un handicappato.

Per cui spesso i fratelli ricevono prematuramente la patente di autonomi, di “grandi”, di “quelli che ragionano”, assai prima di meritarla, o di averla desiderata o di esser in grado di utilizzarla con profitto. I fratelli spesso tendono a essere sopravvalutati dai genitori e giungono spesso impreparati alla vita sociale dove saranno costretti a verificare i  propri limiti nella competizione con i coetanei. Molte volte  i fratelli sani possono essere gelosi delle eccessive attenzioni che il disabile riceve e dare a propria volta preoccupazioni con comportamenti inaccettabili. Essi possono sentire come eccessive le richieste dei genitori nei loro confronti e rifiutarsi di soddisfarle. Possono avere inoltre qualche imbarazzo nell’inserimento sociale, sentendosi membri di una famiglia “tarata”. Se con il tempo questi fratelli sani supereranno le difficoltà di adattamento, garantiranno alla famiglia il raggiungimento della propria identità di persona adulta, capace di vita autonoma, e offriranno garanzie di miglior futuro anche per il fratello disabile.

 

Imparare a condividere queste storie di sofferenza, non avere la presunzione di sapere, aver la certezza di essere incapaci di identificarsi con queste persone fa arrivare alla maturità con una esperienza di interno spessore che ci insegna a essere lieti e felici di tutto quello che possediamo.

 

 

Frasi e concetti estrapolati dal libro “Figli disabili” La famiglia di fronte all’handicap di Anna Maria Sorrentino Raffaello Cortina Editore

 

Riflessioni e arrangiamenti di Margherita

 

Una mamma ci ha fatto pervenire questo suo scritto. Dettato dal cuore. Sono spesso le madri che si occupano dei figli e devono gestire la convivenza del figlio con disabilità con gli altri. E non sempre è facile.

 

 

 

Una mamma scrive al fratello

 

 

Sono tante le cose che mi frullano in testa in questo momento, ma una più di tutte.

 

La certezza e la consapevolezza di volerti davvero un “sacco di bene”. Ti ho amato nel mio profondo del cuore e con tutta me stessa da quando ho saputo che saresti arrivato ad allietare la vita mia e di papà. Ti ho coccolato da subito, ti ho cullato, ti ho fatto ascoltare le musiche più belle, ti ho raccontato fiabe e cantato ninne nanne e canzoni, sei diventato il protagonista di racconti, storielle e gesta eroiche, sei diventato il secondo uomo più importante della mia vita. Mi sono trovata spesso incredula davanti all’orologio per non aver avuto la percezione del tempo che passava quando ti guardavo. Non mi stancavo mai, mai! Mi sembrava di essere lì solo per te. E seguivo con papà i tuoi primi passi verso il mondo esterno, registravo i tuoi primi farfugliamenti che avevano poco di comprensibile ma erano così “belli e santi”.

 

Mentre crescevi in bellezza e saggezza è nato tuo fratello. Un bellissimo bambino “tutto suo padre”. Il suo nasino patatino, le sue espressioni particolari, i suoi occhi vivaci. Tu eri molto tenero con lui, lo volevi sempre baciare, lo volevi stringere tra le tue braccia, dargli il biberon, cantare per lui fino a farlo addormentare, così che la mamma tornasse ad essere “solo tua” per qualche istante.

 

I miei due tesori. Come lo sono tutti i figli per i loro genitori. Poi mentre continuavi a crescere, mentre scoprivi continuamente cose nuove, gli occhi di tuo fratello si sono spenti, sono diventati inespressivi, assenti. Le sue labbra si aprivano solo per piangere, e poi neanche più per quello. Le parole che prima sapeva e conosceva, hanno smesso di esistere. Il nome più bello al mondo “mamma” non lo ha più pronunciato.Mi rendo conto di averti costretto a seguirci nelle mille e una fatiche di quei giorni “interminabili”,  di quelle ore (tante, troppe) passate in auto, in piscina, a musicoterapica, a ippoterapia, a logopedia, in neuropsichiatria. Il tempo non era più per noi. Era diventato quasi esclusivamente di tuo fratello. Troppe volte mi sono resa conto di abbracciarti solo 999 volte anziché 1000, di coccolarti qualche volta in meno. Ma non mi sono mai dimenticata di dimostrarti che ti volevo bene. Sei cresciuto e cresciuto e cresciuto. Adesso sei quasi un uomo. Che condivide con me e con  papà il bene per tuo fratello. Tuo fratello. Ti vuole un bene dell’anima. Più di se stesso. Continua a reclamare la tua attenzione tante volte lo fa in una maniera non troppo consona alla tua età. Ti dà fastidio che dica le sue cantilene davanti ai tuoi amici, che scrolli le mani in quel suo solito modo, che urli qualche volta delle frasi fatte apparentemente senza senso. Ma lui è così. Non cambierà da un giorno all’altro e neanche da un mese all’altro. Forse neanche da un anno all’altro e forse non cambierà mai. Quelli che dobbiamo cambiare siamo noi. Non dobbiamo stancarci di volergli bene così com’è perché è tuo fratello e mio figlio. Non dobbiamo aver vergogna di dimostrarglielo e di dimostrarlo anche agli altri. Tante volte abbiamo riflettuto così:”cosa avremmo fatto senza di lui?”

 

A volte ti chiedo un po’ di pazienza verso di lui, a volte è molto difficile convivere, ma lui è sempre tuo fratello. Pensi che per me è sempre facile? Una giornata non è mai uguale ad un’altra. E alcune giornate sono davvero molto pesanti. Pensi anche tu, come tanti, che io sia forte, sempre serena, che sono in grado di far sempre fronte ad ogni “imprevisto” di tuo fratello? A fine giornata ringrazio sempre Dio di avermi aiutato e di avermi dato la forza. E di avermi donato la mia famiglia. Mio marito e i miei figli. Anche se a volte la pazienza mi scappa proprio!!! Parecchie volte mi trovo a pensare che forse non era proprio la vita che avevo pensato quando ero ragazzina. Ma è la mia vita. Siete la mia vita. E oggi è il mio compleanno. Il più bel regalo che tu mi possa fare oggi e per il tempo che verrà è la tua pazienza con tuo fratello. Non vergognarti di dimostrargli che gli vuoi bene. Donagli 10 minuti in più al giorno di attenzioni. Sarà sicuramente molto contento. Ricorda soprattutto che tuo fratello è un “tesoro” per noi e anche per gli altri. E’ una persona sincera che non è capace di dire il falso. E’ una persona “vera”. E ti vuole bene. Aiuta me e papà in questo continuo cammino. Te ne sarò grata per sempre. Ti voglio stra bene. Un abbraccio forte forte.

 

                                                                   Mamma

 

 

 

Posted by gianco
Dated: 17th giugno 2012
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“Dai poco se doni le tue ricchezze, ma se dai te stesso tu doni veramente.

Vi sono quelli che danno con gioia e la gioia è la loro ricompensa.

Nelle loro mani Dio parla e dietro ai loro occhi egli sorride alla terra.

E’ meglio dare se ci chiedono, ma è meglio capire quando non ci chiedono nulla”

(K. Gibran)

 

 

 

 

 

Giornata primaverile con un bel sole e una leggera brezza. 50 ospiti e tanta gente. Tanti colori e tanti sorrisi. Arrivata alla ottava edizione, la nostra “Festa con gli hamici”è stata ancora una volta un successo. Sembrava dovesse subire dei tagli per mancanza di volontari. Poi… Alcuni ragazzi si sono offerti di aiutarci a scatola chiusa e così hanno seguito i giochi della mattina insieme ad alcuni ragazzi dell’oratorio, e hanno servito anche in tavola.

 

 

 

Marta ha scritto:

“Quest’anno abbiamo deciso di aiutare le Mamme oltre il Muro per la festa degli Hamici svoltasi il 2 giugno. Eravamo in 14 ragazzi di 13-14 anni e abbiamo contribuito organizzando giochi e servendo ai tavoli per il pranzo. È stata un’esperienza per tutti molto positiva e divertente che ci porteremo a lungo nel cuore, sperando di poterla rifare anche il prossimo anno.”

Nuove leve per continuare le nostre attività.

Il pranzo si è confermato ancora una volta un successo. Un grazie agli alpini che hanno preparato per tutti un’ottima pasta e una gustosissima grigliata. I dolcis in fundus…molto buoni.

 

 

 

 

 

 

 

I dutur kaoss con le loro magie, musiche, i palloncini e i trucchi, i poy di Anita, la biciclettata per le vie del paese con “gli amici della bici” e il percorso a ostacoli, tanta musica con Francesca e dj Gianko, chiacchiere e racconti hanno emozionato, rallegrato e regalato altri sorrisi a grandi e piccoli. E un ospite di eccezione: il capitano del Calvisano Rugby campione d’Italia 2012 e della nazionale Italiana con la sua famiglia: Paul Griffen con la moglie Carla e i figli Jackson e Tyson. Una bella merenda con pane e nutella e l’estrazione della sottoscrizione a premi hanno concluso il pomeriggio.

 

 

 

 

 

 

Poi è continuata la festa alla sera con music entertainer deejay Ale emme e Dario one e pane e salamina per tutti. Un divertimento con i fiocchi.

Per noi mamme oltre il muro è sempre una grande soddisfazione. Una giornata diversa dalle solite. Per godersi un po’. Per valutare un anno di lavoro. Per concludere il nostro anno sociale prima dell’estate. Ma davvero per donare le nostre ricchezze e donare noi stesse. In quello che facciamo perché ci crediamo. Un grazie a tutti i nostri sponsor e a tutti quelli che ci partecipano il loro affetto e ci aiutano. Quando chiediamo ma soprattutto quando non chiediamo nulla.

 

 

 

Buona estate.

   Le mamme oltre il muro

 

 

NUMERI ESTRATTI SOTTOSCRIZIONE A PREMI:

 

 

I PREMI VANNO RITIRATI ENTRO E NON OLTRE IL 02 AGOSTO 2012 PRESSO LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE IN VIA MOLINO VECCHIO 49/51 BORGOSATOLLO IL MERCOLEDì DALLE 16,30 ALLE 18,30 E IL SABATO DALLE 16,00 ALLE 18,00 O PREVIA TELEFONATA.

Posted by gianco
Dated: 10th giugno 2012
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Come ogni anno e sempre con più entusiasmo e partecipazione, proponiamo la nostra “Festa con gli Hamici” oltre il muro il coraggio di vivere. I nostri “ragazzi” naturalmente sono nostri ospiti. Vi aspettiamo e vi invitiamo a far pubblicità a questa bella iniziativa.

 

 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Posted by gianco
Dated: 21st maggio 2012
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L’annuncio di Pasqua, “Cristo è risorto!”, oggi attraversa il mondo intero. Esso fonda la fede e la comunità dei cristiani, è motivo di speranza e di felicità. E’ anche esperienza di un passaggio, di una trasformazione liberante: un popolo nuovo di “persone liberate” cammina verso la vita nuova che Dio dona attraverso il risorto Gesù di Nazareth.

Dove regnavano morte e disperazione tornano a fiorire vita e speranza; dove dominava  il peccato si impone la superiorità della Grazia:

cambiamo la nostra vita e poniamoci alla sequela di Gesù risorto e vivo presente e operante in mezzo a noi

 

 

 

 

 

 

 

Nei miei sogni ho immaginato


un grande uovo colorato.


Per chi era? Per la gente


dall’Oriente all’Occidente:


pieno, pieno di sorprese


destinate ad ogni paese.


C’era dentro la saggezza


e poi tanta tenerezza,


l’altruismo, la bontà,


gioia in grande quantità.


Tanta pace, tanto amore


da riempire ogni cuore


Posted by gianco
Dated: 7th aprile 2012
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Noi mamme oltre il muro abbiamo deciso di presentare questi 3 film uno più bello dell’altro per continuare il nostro fine associativo di far “conoscere” alle persone cosiddette “normali” la realtà della “diversità” intesa come ricchezza, fantasia, arte, serenità, felicità per le piccole cose, meraviglia.

Tra le altre cose abbiamo chiesto al dottor Clement  Julien, recentemente laureatosi in lettere e filosofia, di presentare i film. Anche questa è arte. Anche questa è una speranza per tutti noi genitori.

Vi invitiamo a partecipare perché “ne vedremo delle belle” ma soprattutto  faremo scoperte impensabili e che ci faranno pensare…e vedere la vita in modo diverso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì

27 Marzo

Ore 20,30

Martedì 20 marzo 2012 alla proiezione del film “Si può fare” eravamo solo in 55 persone. Un vero peccato dal momento che a mio avviso il film è stato a dir poco strepitoso!! Detto poi dalla mamma di un ragazzo che una volta sarebbe stato “internato” in una cooperativa 180 modello vecchio (prima dell’arrivo del nuovo direttore) è tutto dire!!

Prima di iniziare i miei commenti vorrei trascrivere cosa disse lo psichiatra franco Basaglia (la legge 180­­­/78 che chiuse i manicomi prese il suo nome): “un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata…”. Egli applicò un moderno metodo terapeutico consistente nel non considerare più il malato di mentale alla stregua di un individuo pericoloso ma al contrario un essere del quale devono essere sottolineate, anziché represse, le qualità umane. Il malato di conseguenza in continui rapporti con il mondo esterno, in quanto gli è permesso di dedicarsi al lavoro e al mantenimento dei rapporti umani.

Per noi genitori il film nasconde parecchi spunti da evidenziare che rappresentano ostacoli incontrati nella nostra vita di accompagnamento dei nostri figli. Riepilogo alcune frasi del film che mi hanno colpito: “…la pazzia non guarisce per legge…”, “…ti isola dal mondo…”, “…per loro è una difficoltà anche solo parlare…”, “…è gente che è già all’inferno…”, “…da loro non si cava un ragno dal buco…”, “…per loro la vita è un rischio…” “…la malattia mentale è una invenzione dei medici..” “…loro non sono in grado di decidere…”.

Il medico direttore della cooperativa è uno psichiatra vecchio stampo che elargisce farmaci a gogo per tenere i malati sedati al fine di non avere problemi. Il fatto è che a detta dei malati stessi, i farmaci sono in dosi assai massicce, che annullano i loro desideri, le loro pulsioni, la loro capacità di vivere. Già per loro è una difficoltà anche solo parlare, articolare frasi, esprimersi. Qualcuno non parla nemmeno, ma ha certi sguardi… Il presidente (nominato dai malati stessi) per esempio è una persona artistica non parlante, ma l’espressione del suo viso fa dire agli altri “….bel discorso….”.

E’ un medico che non approva quindi la riduzione dei farmaci operata da un collega, soprattutto dopo un episodio di violenza. Ma è anche una persona che alla fine riconosce di aver sbagliato ed elogia il lavoro fatto dal nuovo direttore (Claudio Bisio)  invitandolo a continuare nell’azione intrapresa con i malati riconosciuti migliorati dal momento che sono in grado anche di lavorare oltre che a gestire lo stipendio guadagnato.

Il nuovo direttore è eccezionale. Con la sua frase “…si può fare…” rende possibile una cosa veramente impensabile: i malati sono ‘persone’ in grado di provare emozioni, di relazionarsi tra loro e con gli altri esterni alla cooperativa, che sanno cosa desiderano e come fare per realizzarlo.

Un Claudio Bisio davvero esplosivo. Abituati a vederlo nei panni del comico, risulta ancor più bravo nei panni dell’attore serio. Una interpretazione da “Oscar”. E’ un direttore che trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti, scopre in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli e li coinvolge in un lavoro di squadra. Una persona che svolge il suo lavoro “per vocazione”, che riesce a trasmettere alla compagna questa sua passione e la coinvolge nelle sue azioni. La compagna all’inizio non capisce il nuovo lavoro di Nello (Claudio Bisio) ma quando lo vede molto triste e depresso (a seguito del suicidio di un malato) lo incoraggia molto e lo esorta a continuare nonostante tutto.

Un film assolutamente da guardare e da “gustare”. Penso che me lo riguarderò e che scoprirò altre cose di cui parlare…E magari anche altre cose di cui commuovermi e sperare  …….                                                Margherita

 

 

 

 

Martedì

27 Marzo

Ore 20,30

 

 

 

Fino alla metà degli Anni ’70 i bambini nati

non vedenti o che rimanevano tali, venivano

sottratti alle famiglie e spediti in istituti dove

si diceva loro di perdere ogni aspirazione:

nelle vita avrebbero potuto fare solo i centralinisti

o gli intrecciatori di cesti. Quando Marco

di dieci anni perde la vista, subisce lo stesso

destino, ma non si darà per vinto: grazie

ad un vecchio registratore, imparerà a raccontare

storie solo grazie a suoni e rumori,

coinvolgendo i suoi compagni e aiutandoli a

non soffocare più i loro sogni e la loro creatività.

Una storia vera, visto che Marco è diventato

uno dei più rinomati tecnici audio del cinema

italiano (e ovviamente anche di questofilm).

Un film toccante ed esaltante!

 

 

 

 

 

 

Il film “Rosso come il cielo” è stato al contempo toccante e divertente, in quanto, nonostante la storia di base fosse tragica alcune scene riuscivano a far sorridere. Questo film, secondo noi, voleva insegnarci che siamo tutti uguali e con le stesse possibilità di veder realizzato il nostro sogno. Infatti, gli unici limiti che esistono sono quelli che ci poniamo. Marco, ad esempio, nonostante avesse perso la capacità di vedere dopo un incidente, è riuscito a realizzare il suo sogno grazie alla sua forza di volontà, ma anche all’aiuto della sua  amica, che gli ha “prestato” gli occhi e del suo professore, che non ha mai smesso di credere in lui e ha deciso di dargli una possibilità, nonostante il direttore fosse contrario perché chiuso nella sua convinzione che l’unico mestiere possibile per un non vedente fosse la tessitura o il centralino. Anche noi dovremmo fare come ha fatto il professore, aiutando quelli meno fortunati di noi e facendogli capire che nulla è impossibile per nessuno, basta crederci fino in fondo. Ringraziamo Mamme oltre il muro per aver organizzato questa rassegna cinematografica che ci ha aiutato a capire che abbiamo tutti le stesse opportunità.

                                                                                                                                                                                                           Jessica e Simona

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica

1  Aprile

Ore  16,00

 

“Non chiedermi di cambiare, papà. Non posso.”

 

Mambo è un pinguino imperatore diverso

 

dagli altri: è completamente stonato, mentre

 

tutto il resto del gruppo sa cantare perfettamente.

 

Mambo ha però un altro talento:

 

danza meglio di Fred Astaire, anche se

 

questa sua peculiare abilità lo rende inviso

 

a Noah l’anziano, che lo scaccia dalla comunità.

 

Solo, ma con nuovi amici trovati

 

lungo le sue peregrinazioni, Mambo riuscirà

 

a riscattarsi e salvare i suoi simili, proprio

 

grazie all’abilità nel ballo, ma non prima di

 

aver vissuto emozionanti e pericolose avventure

 

 

Posted by gianco
Dated: 25th marzo 2012
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Martedì 21 Febbraio Julien si è laureato in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia con il brillante risultato di cento su centodieci. I genitori ed i nonni, visibilmente emozionati erano così commossi ed emotivamente coinvolti che hanno lasciato alla sorella di Julien,Valentina , il compito di intervistare il Neo DOTTORE:

-         Come ti senti ad aver raggiunto questo importante traguardo?

Molto bene e mi sento anche un po’ più leggero perché so che per un po’ sono libero da altri impegni. Almeno fino a che non comincerò a preparare altri esami!

-         Quanto è stato difficile?

Abbastanza perché c’è voluto parecchio tempo per reperire tutto il materiale che mi è servito per la tesi. In generale il percorso dei tre anni è stato liscio e senza intoppi.

-         Come ti sei trovato all’Università Cattolica di Brescia?

Molto bene soprattutto perché ho tanti amici sempre disposti a darmi una mano: ad esempio i ragazzi dell’ufficio integrazione che mi aiutano nello spostamento delle varie aule per andare a lezione e per reperire libri e altro materiale utile per studiare.

-         Perché le mamme dell’Associazione pensano che il tuo risultato sia importante anche per loro?

Perché probabilmente sono la dimostrazione che tutti ce la possono fare, anche quelli “diversi”.

-         Cosa ti senti di dire a loro?

Di non mollare mai anche se a volte può essere molto difficile e che con un po’ di impegno e di pazienza si può arrivare a realizzare tutto.

-         Ora cosa stai facendo?

Ora sto seguendo i corsi per la laurea specialistica in Filologia Moderna sempre all’Università Cattolica di Brescia.

-         Cosa speri per il tuo futuro?

Spero di trovare un lavoro soddisfacente e gratificante.

-         Cosa vuoi dire per concludere questa intervista?

BISOGNA VOLERE L’IMPOSSIBILE PERCHE’ L’ IMPOSSIBILE ACCADA  !!!

 

Sabato 25 Febbraio all’Oratorio femminile si è svolta una gioiosa festa per Julien insieme alla sua famiglia, all’Associazione mamme oltre il muro e ai suoi amici più cari.

Aggiungiamo due righe come associazione per fare i complimenti non solo al neo Dottore, ma anche alla sua famiglia (e riprendo l’ultima risposta di Julien) per far sì che l’impossibile accada, spesso si devono sfondare muri di indifferenza e purtroppo di ignoranza.

 

 

 

 

Bravi ,bravi, bravi  JeanMarie,Luisa e Valentina, ci avete dato un esempio di forza e di costanza.

 

 

 

 

 

Posted by gianco
Dated: 10th marzo 2012
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12 gennaio 2012:

l’Associazione Mamme oltre il muro al circo!

 

Giovedì 12 gennaio si è svolto uno spettacolo, presso il Circo di Praga a Brescia, riservato ai responsabili e agli utenti delle associazioni no profit operanti in città e provincia.

Tale iniziativa, promossa Dal famoso “CIRCO DI PRAGA” ed organizzata dall’Associazione “Amici del Circo”,è stata sostenuta in particolare dal sig. Ezio Torchiani e dalla Famiglia Cristiani che da ben  8 generazioni è alla guida di questa realtà circense che sa regalare ore di gioia a grandi e piccoli. A loro vanno i nostri sentiti ringraziamenti per quelle ore di spensieratezza regalate ai nostri figli (…ed anche a noi !!)

Non potevano mancare i ragazzi delle “MAMME OLTRE IL MURO” che con la loro gioia ed allegria erano presenti a questa manifestazione pronti ad incoraggiare artisti e clown.

Lo spettacolo ha avuto inizio alle ore 17,30  e oltre settecento persone, in rappresentanza di ben trentadue realtà associative della zona, hanno affollato  i palchi e le gradinate, accolte con la consueta maestria e simpatia dalla famiglia Cristiani e da tutto il personale del Circo. Era bellissimo vedere come tutti i ragazzi e gli accompagnatori erano partecipi di questo spettacolo: Per tutto il tempo della serata tutti hanno applaudito, giocato e interagito con gli artisti e con  l’adrenalina a 1000, assistevano alle incredibili evoluzioni  che gli artisti proponevano.

Uno spettacolo eccezionale, ed una giornata che i nostri figli  conserveranno per lungo tempo nei loro ricordi. Ringraziamo il signor Ezio Torchiani dell’Associazione “Amici del Circo” e la famiglia Cristiani  del “Circo di Praga”con la speranza di poter partecipare presto ad un’altra piacevole iniziativa.

Posted by gianco
Dated: 28th gennaio 2012
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