Noi mamme oltre il muro abbiamo deciso di presentare questi 3 film uno più bello dell’altro per continuare il nostro fine associativo di far “conoscere” alle persone cosiddette “normali” la realtà della “diversità” intesa come ricchezza, fantasia, arte, serenità, felicità per le piccole cose, meraviglia.

Tra le altre cose abbiamo chiesto al dottor Clement  Julien, recentemente laureatosi in lettere e filosofia, di presentare i film. Anche questa è arte. Anche questa è una speranza per tutti noi genitori.

Vi invitiamo a partecipare perché “ne vedremo delle belle” ma soprattutto  faremo scoperte impensabili e che ci faranno pensare…e vedere la vita in modo diverso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì

27 Marzo

Ore 20,30

Martedì 20 marzo 2012 alla proiezione del film “Si può fare” eravamo solo in 55 persone. Un vero peccato dal momento che a mio avviso il film è stato a dir poco strepitoso!! Detto poi dalla mamma di un ragazzo che una volta sarebbe stato “internato” in una cooperativa 180 modello vecchio (prima dell’arrivo del nuovo direttore) è tutto dire!!

Prima di iniziare i miei commenti vorrei trascrivere cosa disse lo psichiatra franco Basaglia (la legge 180­­­/78 che chiuse i manicomi prese il suo nome): “un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata…”. Egli applicò un moderno metodo terapeutico consistente nel non considerare più il malato di mentale alla stregua di un individuo pericoloso ma al contrario un essere del quale devono essere sottolineate, anziché represse, le qualità umane. Il malato di conseguenza in continui rapporti con il mondo esterno, in quanto gli è permesso di dedicarsi al lavoro e al mantenimento dei rapporti umani.

Per noi genitori il film nasconde parecchi spunti da evidenziare che rappresentano ostacoli incontrati nella nostra vita di accompagnamento dei nostri figli. Riepilogo alcune frasi del film che mi hanno colpito: “…la pazzia non guarisce per legge…”, “…ti isola dal mondo…”, “…per loro è una difficoltà anche solo parlare…”, “…è gente che è già all’inferno…”, “…da loro non si cava un ragno dal buco…”, “…per loro la vita è un rischio…” “…la malattia mentale è una invenzione dei medici..” “…loro non sono in grado di decidere…”.

Il medico direttore della cooperativa è uno psichiatra vecchio stampo che elargisce farmaci a gogo per tenere i malati sedati al fine di non avere problemi. Il fatto è che a detta dei malati stessi, i farmaci sono in dosi assai massicce, che annullano i loro desideri, le loro pulsioni, la loro capacità di vivere. Già per loro è una difficoltà anche solo parlare, articolare frasi, esprimersi. Qualcuno non parla nemmeno, ma ha certi sguardi… Il presidente (nominato dai malati stessi) per esempio è una persona artistica non parlante, ma l’espressione del suo viso fa dire agli altri “….bel discorso….”.

E’ un medico che non approva quindi la riduzione dei farmaci operata da un collega, soprattutto dopo un episodio di violenza. Ma è anche una persona che alla fine riconosce di aver sbagliato ed elogia il lavoro fatto dal nuovo direttore (Claudio Bisio)  invitandolo a continuare nell’azione intrapresa con i malati riconosciuti migliorati dal momento che sono in grado anche di lavorare oltre che a gestire lo stipendio guadagnato.

Il nuovo direttore è eccezionale. Con la sua frase “…si può fare…” rende possibile una cosa veramente impensabile: i malati sono ‘persone’ in grado di provare emozioni, di relazionarsi tra loro e con gli altri esterni alla cooperativa, che sanno cosa desiderano e come fare per realizzarlo.

Un Claudio Bisio davvero esplosivo. Abituati a vederlo nei panni del comico, risulta ancor più bravo nei panni dell’attore serio. Una interpretazione da “Oscar”. E’ un direttore che trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti, scopre in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli e li coinvolge in un lavoro di squadra. Una persona che svolge il suo lavoro “per vocazione”, che riesce a trasmettere alla compagna questa sua passione e la coinvolge nelle sue azioni. La compagna all’inizio non capisce il nuovo lavoro di Nello (Claudio Bisio) ma quando lo vede molto triste e depresso (a seguito del suicidio di un malato) lo incoraggia molto e lo esorta a continuare nonostante tutto.

Un film assolutamente da guardare e da “gustare”. Penso che me lo riguarderò e che scoprirò altre cose di cui parlare…E magari anche altre cose di cui commuovermi e sperare  …….                                                Margherita

 

 

 

 

Martedì

27 Marzo

Ore 20,30

 

 

 

Fino alla metà degli Anni ’70 i bambini nati

non vedenti o che rimanevano tali, venivano

sottratti alle famiglie e spediti in istituti dove

si diceva loro di perdere ogni aspirazione:

nelle vita avrebbero potuto fare solo i centralinisti

o gli intrecciatori di cesti. Quando Marco

di dieci anni perde la vista, subisce lo stesso

destino, ma non si darà per vinto: grazie

ad un vecchio registratore, imparerà a raccontare

storie solo grazie a suoni e rumori,

coinvolgendo i suoi compagni e aiutandoli a

non soffocare più i loro sogni e la loro creatività.

Una storia vera, visto che Marco è diventato

uno dei più rinomati tecnici audio del cinema

italiano (e ovviamente anche di questofilm).

Un film toccante ed esaltante!

 

 

 

 

 

 

Il film “Rosso come il cielo” è stato al contempo toccante e divertente, in quanto, nonostante la storia di base fosse tragica alcune scene riuscivano a far sorridere. Questo film, secondo noi, voleva insegnarci che siamo tutti uguali e con le stesse possibilità di veder realizzato il nostro sogno. Infatti, gli unici limiti che esistono sono quelli che ci poniamo. Marco, ad esempio, nonostante avesse perso la capacità di vedere dopo un incidente, è riuscito a realizzare il suo sogno grazie alla sua forza di volontà, ma anche all’aiuto della sua  amica, che gli ha “prestato” gli occhi e del suo professore, che non ha mai smesso di credere in lui e ha deciso di dargli una possibilità, nonostante il direttore fosse contrario perché chiuso nella sua convinzione che l’unico mestiere possibile per un non vedente fosse la tessitura o il centralino. Anche noi dovremmo fare come ha fatto il professore, aiutando quelli meno fortunati di noi e facendogli capire che nulla è impossibile per nessuno, basta crederci fino in fondo. Ringraziamo Mamme oltre il muro per aver organizzato questa rassegna cinematografica che ci ha aiutato a capire che abbiamo tutti le stesse opportunità.

                                                                                                                                                                                                           Jessica e Simona

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenica

1  Aprile

Ore  16,00

 

“Non chiedermi di cambiare, papà. Non posso.”

 

Mambo è un pinguino imperatore diverso

 

dagli altri: è completamente stonato, mentre

 

tutto il resto del gruppo sa cantare perfettamente.

 

Mambo ha però un altro talento:

 

danza meglio di Fred Astaire, anche se

 

questa sua peculiare abilità lo rende inviso

 

a Noah l’anziano, che lo scaccia dalla comunità.

 

Solo, ma con nuovi amici trovati

 

lungo le sue peregrinazioni, Mambo riuscirà

 

a riscattarsi e salvare i suoi simili, proprio

 

grazie all’abilità nel ballo, ma non prima di

 

aver vissuto emozionanti e pericolose avventure

 

 


One Response to ““Ciak si gira”…..Mamme al cinema !!!”

  1. gianco Says:

    I malati sono… Stre-pi-to-si. Sono i “nostri figli” con le loro manie, le loro paure, le loro titubanze, le loro scoperte di cose nuove, di nuovi sentimenti, di nuovi impegni. I nostri figli molto fiduciosi, assai artisti non capiti, perfezionisti, pignoli, alternativi, strateghi, intelligenti, studiosi, calcolatori, e chi più ne ha più ne metta. Persone “vere” che non capiscono le cattiverie della gente, che vivono la loro vita in modo genuino, che non si sottraggono e si impegnano al massimo nel lavoro, che vivono relazioni di affetto in modo esclusivo, che soffrono per torti subiti. Mi piacerebbe incontrarli tutti insieme e conoscerli. E capire cosa è significato questo film per loro. Sicuramente penso un grosso impegno, ma anche una soddisfazione enorme…

    Margherita

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Posted by gianco
Dated: 25th marzo 2012
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